Giulio è scomparso come altre centinaia di egiziani
Il racconto dell’avvocato egiziano Mohamed Sobhi, il primo a riconoscere il corpo di Giulio Regeni all’obitorio del Cairo


L’avvocato Mohamed Sobhi ha dovuto dire agli amici e alla famiglia, dopo giorni di straziante attesa e di ricerche disperate, che il corpo del ricercatore Giulio Regeni si trovava nella camera mortuaria di Zenhom, nel quartiere di Sayida Zeinab al Cairo. Il legale ha dovuto protestare con uno degli agenti per riuscire a entrare e identificare il corpo del giovane. Alla fine, i poliziotti gli hanno concesso di vedere solo il volto del ragazzo.
I l 25 gennaio, Giulio si era mosso dal quartiere di Dokki per incontrare alcuni amici in centro al Cairo, ma non è mai arrivato. È scomparso, come altre centinaia di egiziani. Sono un avvocato e ho subito ricevuto diverse telefonate da amici italiani e egiziani che chiedevano aiuto, con altri miei colleghi abbiamo subito chiesto notizie di Giulio a diverse stazioni di polizia. Ma è stato del tutto invano. Così abbiamo avviato una campagna on line in cui si chiedeva, a chiunque potesse, di fornire qualsiasi indizio utile.
Quando qualcuno scompare in Egitto, la sua nazionalità non fa differenza. Tutti corrono gli stessi rischi: “Siamo tutti Egiziani”.
Dopo otto giorni abbiamo ricevuto l’orribile notizia che il corpo di Giulio era stato ritrovato, a circa 50 chilometri da dove era scomparso.
Come tutti gli egiziani, non sappiamo niente di cosa sia successo. Sappiamo solo che il suo cadavedere riporta segni di torture. Allora, che cosa è accaduto a Giulio?
Se Giulio fosse stato rapito da dei criminali, sarebbe seguita una richiesta di riscatto. Se fosse stato rapito da terroristi, sarebbe seguita una rivendicazione. Ma la vera domanda da porsi è questa: chi può aver rapito un cittadino straniero dal quartire El Dokki, il 25 gennaio, mentre migliaia di soldati e poliziotti erano dislocati per le strade?
Ci sono tante altre domande, tutto è possibile in questa folle situazione, in cui contiamo ormai una vittima al giorno, tra morti, arresti e sparizioni forzate. Spero che riusciremo a conoscere la verità su Giulio attraverso indagini corrette, con una vera collaborazione tra le autorità italiane ed egiziane.
Del resto, da cittadino egiziano, credo che quello che è accaduto a Giulio, e accade a migliaia di altri egiziani, vittime come lui, è la logica conseguenza del credito attributo dai governi e dalla comunità internazionale al regime egiziano, senza condizioni, senza richieste di misure concrete nel campo dei diritti umani, della democrazia e delle riforme istituzionali.
A tutti i miei amici italiani dico che questo è ciò che affrontiamo ogni giorno in Egitto, e che purtroppo abbiamo migliaia di ‘Giulio egiziani’. Per favore, insistete nella ricerca della verità e delle responsabilità dei colpevoli, per darci la speranza che un giorno, insieme, potremmo restituire i diritti a tutti i Giulio.
È la vittima numero 341 del sistema delle sparizioni forzate in Egitto, nel 2016. Chi ha ucciso il ricercatore Giulio…medium.com
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